Aggiornamento da manaus

Come probabilmente saprete, il COVID sta colpendo di nuovo Manaus, e molto più duramente della volta scorsa.

Perché ora sia peggio di marzo, quando giravano le foto delle fosse comuni, nessuno lo sa. Molto probabilmente la causa è questo nuovo ceppo di virus. Sicuramente, però, sulle misure di sicurezza ci siamo rilassati tutti.

Negli ultimi mesi, avendo apparentemente superato la crisi e ottenuto – pensavamo – l’immunità di gregge, si viveva con un falso senso di sicurezza. Solo poche settimane fa la gente marciava per le strade per forzare la mano del Governatore e tenere i negozi aperti, ora le unità di terapia intensiva della città non possono ricevere tutti i pazienti e, anche se lo fanno, questi rischiano di morire per mancanza di ossigeno.

La città fondamentalmente si è fermata. L’aeronautica militare brasiliana sta spedendo bombole di ossigeno a Manaus e trasferendo i malati negli Stati vicini.

È morto un ex professore della scuola e nostro buon amico, lasciando la moglie e una figlia piccola. Un altro ex professore, che è stato anche alunno e che aveva già perso il lavoro a causa della pandemia, è ora gravemente malato.

La scuola finora non è stata influenzata direttamente.

Abbiamo la fortuna di essere praticamente isolati in campagna e abbiamo ridotto al minimo le visite. Alcuni degli insegnanti vivono ora stabilmente lì, per ridurre al minimo le esposizioni. Misuriamo la febbre a tutti più frequentemente e abbiamo fatto in modo che se uno studente mostrasse dei sintomi possa essere trasferito in sicurezza nella sua famiglia o da un parente prossimo.

Con le evidenti difficoltà proseguiamo le lezioni per completare l’anno scolastico 2020 (normalmente finisce a dicembre, ma dobbiamo recuperare i mesi persi tra marzo e agosto). Questa nuova impennata di infezioni ha però interrotto tutti i piani per l’anno scolastico 2021, che volevamo iniziare il 15 febbraio. Come in tutto il mondo, se questa situazione va avanti ancora per molto l’educazione dei nostri giovani ne soffrirà gravemente.

Inoltre, stavamo per accogliere un gruppo di giovani rifugiati dal Venezuela grazie a un progetto con l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e AVSI Brasil.

Siamo stati selezionati dall’UNHCR perché l’agricoltura è uno dei pochi settori dell’economia brasiliana in cui l’occupazione è in aumento e per la nostra esperienza con i giovani provenienti da popoli indigeni. Tra i rifugiati venezuelani ci sono infatti  alcune migliaia di indios Warao che hanno mostrato diverse difficoltà ad integrarsi. Speriamo di poter abbracciare presto anche loro nella nostra scuola.

Questa situazione ha reso indispensabili alcune ristrutturazioni (perdite dai tetti, ripristino dei bagni…) che abbiamo sempre rimandato per rispondere ad altre più urgenti.

In questo momento però non ci sentiamo di chiedere per la scuola. Se qualcuno volesse  aiutare Manaus, doni alla raccolta fondi della CNBB (la Conferenza Episcopale dei vescovi brasiliani). Questi i dati del conto corrente:

Banco Bradesco

Agência 0320

C/C: 054104-4

CNPJ: 33.685.686/0012-03

Conferência Nacional dos Bispos do Brasil – Regional Norte 1 (AM-RR)

Grazie per tutte le attenzioni e il “carinho”. È davvero un grande aiuto in questi tempi difficili.

Abraços!

Celso e Darlete